
A pochi chilometri da Santa Maria di Leuca, si trova Specchia, uno dei borghi più affascinanti di tutto il Salento e non solo.
Specchia sorge su un’altura dell’entroterra salentino. Il suo centro storico è un labirinto di vicoli stretti, palazzi barocchi e chiese che raccontano secoli di dominazioni diverse, normanna, angioina, aragonese. Il cuore del borgo è Piazza del Popolo, dove si affacciano Palazzo Risolo e Palazzo Baronale Ripa, due edifici che da soli valgono il viaggio. Da non perdere la Chiesa di Sant’Eufemia, una piccola chiesa di origine bizantina del IX-X secolo, circondata dagli ulivi nelle campagne fuori dal paese.
Presicce-Acquarica è un altro capitolo dello stesso libro. Anche qui il centro storico è una sequenza di case a corte cinquecentesche, chiese barocche e vicoli silenziosi. Il carattere del borgo è segnato dai suoi 23 frantoi ipogei i “trappeti” dove per secoli si è lavorata l’oliva per produrre l’olio destinato a Napoli e in Spagna. Otto di questi frantoi si trovano direttamente nel centro storico e sono visitabili. La Chiesa di Sant’Andrea Apostolo, con il suo campanile rinascimentale e i nove altari decorati a stucco, è il punto di riferimento del borgo.


Alessano è un altro dei borghi che merita una sosta. Situato a circa 140 metri sul livello del mare ai piedi della Serra dei Cianci, fu per secoli uno dei centri più importanti del Capo di Leuca sede vescovile fino al 1818, capoluogo di contea durante la dominazione angioina, fiorente centro commerciale e culturale tra il XV e il XVI secolo sotto le famiglie Del Balzo e Della Ratta.
Di quel periodo restano testimonianze preziose: il Palazzo Ducale, eretto alla fine del Quattrocento con stemmi e decorazioni rinascimentali, e il Palazzo Legari, costruito nel 1536, oggi sede della biblioteca comunale.
Il centro storico conserva diverse chiese tra cui la Chiesa Madre di San Salvatore con i suoi altari barocchi e quella quiete tipica dei borghi salentini che non hanno nulla da dimostrare.
Alessano è anche la città di Don Tonino Bello, il vescovo simbolo della pace e dell’accoglienza, oggi Beato, sulla cui tomba Papa Francesco si è raccolto in preghiera nell’Aprile del 2018. Un pellegrinaggio laico che vale la pena fare.


Pochi conoscono Patù, e chi la scopre difficilmente la dimentica. Il nome viene dal greco Pathos dolore in ricordo della distruzione di Vereto, importante centro Messapico raso al suolo dai Saraceni nel IX secolo dopo Cristo. Patù fu costruita poco distante, usando i resti dell’antica città perduta.
Qui si trova uno dei monumenti più singolari del Salento: le Cento Pietre, un mausoleo sepolcrale dichiarato monumento nazionale, costruito nel IX secolo in onore del cavaliere Geminiano, trucidato dai Saraceni prima della battaglia del 24 Giugno 877. Di forma rettangolare, fu eretto con cento lastroni di pietra calcarea ricavati dalle rovine di Vereto.
Le chiese di Patù completano il quadro dell’architettura locale. La Chiesa Madre di San Michele Arcangelo, eretta nel 1564, porta sul portale d’ingresso una scritta in latino di origine esoterica: Terribilis est locus iste. La Chiesa di San Giovanni Battista, costruita tra il X e l’XI secolo con i resti dell’antica Vereto, fu eretta dopo la battaglia tra Cristiani e Saraceni del 24 Luglio 877 e ancora oggi, ogni 24 Giugno, il paese festeggia San Giovanni Battista con una devozione che non ha perso nulla nel tempo.
A Giugno, il paese si trasforma per l’infiorata del Corpus Domini: le stradine vengono interamente ricoperte di “quadri” realizzati con petali di fiori, in un evento che coinvolge tutti e che vale un viaggio dedicato.

DimoreLeuka · Santa Maria di Leuca
Soggiornare a DimoreLeuka significa avere a portata di mano non solo il mare di Leuca, ma tutto un territorio che riserva sorprese ad ogni curva. I borghi del Capo di Leuca distano pochi chilometri, abbastanza vicini per una gita, abbastanza diversi da Leuca per sembrare un altro mondo.